Cucinare (per piacere, per mestriere) - terza parte

Amici; finalmente siamo giunti alla terza ed ultima parte di questo viaggio intinerante all'interno della quinta edizione di "Cucinare" svoltasi in quel di Pordenone. Tra pasta artigianale abruzzese, formaggi di malga e miele carsico, finalmente è giuntà l'ora di trattare uno degli argomenti madre del mio blog : il vino. Diversamente dai miei vecchi articoli, questa volta ho deciso di farvi conoscere per ultimo queste due reltà vinicole geograficamente distanti centinaia di chilometri tra loro; ma accomunate dalla stessa voglia di far conoscere il loro territorio.

La prima realtà con il suo inconfondibile accento romagnolo si trova sulle colline del cesenate è prende il nome di Tenuta Colombarda, mentre per la seconda dobbiamo giusto fare qualche passo in più per scendere a Marsala dove incrociamo la Vinimar. Questa città in passato fù un famoso ed importante porto commerciale arabo durante il periodo di dominazione ottomana sull'isola; Marsala infatti significa in Arabo "il porto di Allah"

La prima azienda che vi porto alla luce è la Tenuta Colombarda ubicata a San Vittore di Cesena sulle prime colline di Cesena. Si tratta di un'azienda che ha fatto del concetto di purezza un punto cardine della propria attività a partire dalla lavorazione del terreno sul quale c'è stato un attento studio di zonazione con esperti del settore al fine di capire quali sono le tipologie di vitigni più adatti; fino alla scelta di vinificare in acciaio ed in purezza i vari vitigni autoctoni della zona (Sangiovese, Albana, Bombino Bianco).

 

Si tratta di una vera e propria filosofia che coinvolge ogni singola fase di lavorazione del vino; basti pensare che l'uva viene raccolta a mano e lavorata sott'azoto al fine d'evitare la creazione d'ossidazioni che possano inficiare sulle qualità organolettiche della stessa. Oltre al Sangiovese (da sottolineare la sua versione Rosè premiata con la medaglia d'argento alla manifestazione Rosè du Monde tenutasi in Francia l'anno scorso) dove grazie all'assenza del classico taglio di Merlot o Cabernet si sentono in maniera chiara e distinta le note di viola; una piacevole sorpresa si è rivelata l'Albana di loro produzione. In quest'Albana percepiamo la sua vera natura tannica, acida e secca frutto anche del terreno sabbioso sulla quale cresce.

 

Fabio Magnani (proprietario dell'azienda) mi spiega che la scelta di questa viticultura di precisione non è solo data dalla voglia di differenziarsi dal resto, ma è anche frutto del profondo rispetto che la Tenuta ha nei confronti del territorio sulla quale opera perchè come lui stesso afferma : "si tratta di un atto di consapevolezza nei confronti del territorio e di chi vuole riscoprire il vero sapore del vino....il nostro scopo è quello di proporre vini puliti, sani e fatti bene" nel continuo della nostra intervista si capisce chiaramente quale messaggio la Tenuta vuole trasmettere ai clienti : "il nostro vino deve essere un amico della tavola che non ti porti in paranoia sulle sue qualità...noi vogliamo che ritorni ad essere quello che è sempre stato per secoli cioè un amico della tavola"

Questa consapevolezza nei confronti sia del territorio sia dei consumatori ha portato la Tenuta a cedere la vendemmia 2014 a vari acetifici della zona perchè non rispecchiava gli standard qualitativi che s'erano prefissati. Secpndo il Signor Magnani il vino è un punto di contatto con la gente perchè ognuno di noi può avere idee diverse sul calcio, sulla politica o sulla religione ma davanti ad un bicchiere di vino sono tutti d'accordo.

Amici dopo questa prima sortita in terra Romagnola prendiamo il nostro aereo virtuale per recarci della splendida e soleggiata Sicilia dove c'aspetta in quel di Marsala la Vinimar. Ci troviamo di fronte ad un'azienda che pur producendo vino da molti anni ha deciso d'imbottigliare diventando così autonoma solo da poco tempo fa abbandonando cosi la vendita sfusa. La produzione si basa per lo più sui vini dolci come il Marsala, il Passito e lo Zibibbo anche s'è presente una piccola produzione di Nero d'Avola e di Grillo.

 

 

 Il Signor Riccardo Scotti (responsabile commerciale) mi spiega che nei diversi tour per presentare le loro proposte vinicole stanno cercando di spingere la clientela a riconsiderare la funzione enogastronomica dei vini dolci ipotizzando un loro utilizzo non solo a fine pasto; ma anche come accompagnamento (il tutto servito a basse temperature) a vari aperitivi o cicchettini come vengono chiamati dai noi in Veneto. Si tratta di una bella sfida perchè tendenzialmente associamo questi vini alla classica pasticceria secca od ai dolci lievitati.

 

 

Il fiore all'occhiello dell'azienda secondo il Signor Scotti è il Passito non solo per il nome, ma anche per il fatto che si differenzia da quello classico per la mancata aggiunta in sede di vinificazione dell'alcool come avviene invece nella lavorazione tradizionale.

Al palato risulta meno liquoroso e dolce rispetto ad altri che ho provato in passato costringendomi così a fare tabula rasa delle mie precedenti esperienze. In questo Passito si sente il sole siciliano.

Quest'unicità nel loro Passito rappresenta ciò che la Vinimar vuole trasmettere ai propri clienti perchè come lo stesso Signor Scotti conferma : "se un propotto non è solo unico, ma ti lascia un sapore particolare in bocca allora significa che hai lasciato un segno nella mente del cliente perchè potrà provare altri prodotti similari ma non sarà mai come il tuo"

La vera sfida secondo loro non è vinificare ma promuovere i prodotti a prezzi concorrenziali soprattutto in manifestazioni come quelle di Pordenone. Un'ultima particolarità di quest'azienda è che produce vini specifici per celebrare le funzioni eucaristiche.

Amici del Gulliver spero che questo viaggio in quel di Pordenone abbia solleticato il vostro palato ed avere ampliato le vostre conoscenze enogastronomiche.

Alla prossima dal vostro Gulliver.