#FeelVenice

Il Vin (moro) di Venezia

Amici Gulliveriani; passata l’estate il vostro esploratore del gusto è ritornato in viaggio alla ricerca di sapori e di chicche enogastronomiche del nostro bel paese. Questa volta non ho dovuto fare molta strada perché mi sono recato nella splendida Venezia a sbirciare un evento realizzato dal Consorzio Vini Venezia svolto presso il brolo della Chiesa di Santa Maria di Nazareth gestita dall’ordine dei Carmelitani Scalzi.

Per mia fortuna, non solo il tempo era più che discreto godendo cosi di un ottima temperatura settembrina ma ho anche potuto ammirare il nuovo Giardino mistico realizzato dall’Architetto Giorgio Forti tra il 2014/2015 all’interno della struttura religiosa.

Ho trovato molto interessante e rilassante camminare all’interno di questo giardino perché oltre a valorizzare una delle caratteristiche fondanti dell’ordine cioè la coltivazione, specialmente quella relativa alle erbe officinali, è stata appositamente realizzata un’area dedicata ai vigneti dove spiccano alcune tipologie di vitigni che non ho mai sentito nemmeno nominare nei libri di storia.

Tralasciando il giardino, il brolo ed il mondo dei Carmelitani è giunta l’ora di parlarvi della manifestazione in sé. Piccola, discreta e con un numero selezionato di aziende partecipanti. Questa combinazione d’eventi mi ha permesso di girare liberamente tra gli stand presenti facendo delle chiacchiere molto approfondite con un po’ tutti i produttori presenti e devo dirvi in verità che non è stato facile selezionare due aziende per il mio articolo perché la qualità presente era medio\alta.

 

Al di là di questo, sottolineò già da subito la presenza quasi salvifica visto l’alto tasso di tannicità presente nell’aria di due aziende agroalimentari che hanno presentato dei prodotti ad alto tasso di bontà: la società agricola Ca’ Donadel con i suoi insaccati (Salame casereccio gustoso) e la Latteria Soligo con i suoi formaggi “imbriaghi” al Raboso ed all’Incrocio Manzoni.

 

Due isole di gusto in questo mare di vino!!!

Ritornando al vino, alla fine ho deciso di presentarvi due aziende che rappresentano le anime di questo Consorzio: la prima d’origine Coneglianese per il D.O.C Piave mentre la seconda d’origine Liventina per la Doc Lison-Pramaggiore!

Per iniziare, giochiamo in casa con l’Azienda Agricola Frassinelli di Mareno di Piave a pochi passi dalla città del Cimabue presente a “#FellVenice” con la Signora Roberta che assieme al fratello Gianluca hanno preso le redini dell’azienda famigliare fondata nel 1964. I primi passi di quest’azienda come la stessa intervistata mi disse son stati effettuati con i vitigni sperimentali di Incrocio Manzoni 6.0.13 che il padre si trovò quando acquistò il terreno sul quale edificò il nucleo principale dell’azienda.

Terreni che grazie alla particolare composizione del suolo (alluvionale/ misto sabbia ed argilla) conferiscono al vino prodotto una certa eleganza e finezza soprattutto negli aromi ed infatti tali caratteristiche le ho riscontrato nel Pinot Grigio assaggiato durante l’intervista che la stessa Signora Roberta definisce “Sereno, gentile ma nello stesso tempo non troppo corposo”. Da quel momento l’azienda pian piano s’ingrandì ampliando la propria produzione prima con il Cabernet Franc ed il Raboso finendo poi per acquistare del terreno collinare di medio impasto dove attualmente si trova la Glera dalla quale nasce il Prosecco Superiore DOGC ed il Prosecco DOC.

L’azienda attualmente tocca i 13 ettari.

 

Come scritto precedentemente ho particolarmente apprezzato il Pinot Grigio non solo per il suo colore giallo carico dovuto al fatto che l’enologo (Gianluca) ha scelto di tenere per un paio d’ore le bucce a contatto con il mosto dopo la pigiatura ma anche per come ha solleticato il mio olfatto.

I sentori estivi di mele, fieno e pera emergono in maniera serena e delicata. Un vino secco (residuo zuccherino bassissimo) molto interessante.

L’altro cavallo di battaglia dell’azienda è il Raboso nonostante sia il Prosecco in entrambe le versioni ad essere l’oggetto del desiderio principale dei clienti di Frassinelli.

Trattandosi di un vino per natura scontroso a causa dell’alto tasso di tannicità viene “smussato” attraverso una attenta lavorazione che parte dall’abbassamento controllato della produttività del vitigno con raccolta degli acini tra fine Ottobre / inizi Novembre fino ad un passaggio in botti di rovere di 16 ettolitri per 24 mesi con affinamento finale in bottiglia per altri 6 mesi.

Nonostante questo lavoro dietro le quinte il Raboso (vendemmia 2012) presente alla manifestazione si presenta ancora aggressivo ma non del tutto inavvicinabile; sono sicuro che fra uno o due anni sarà pronto. “Per me il vino” mi spiega la Signora Roberta “Si può raccontare con tre aggettivi: simpatia, passione e fascino” ed in effetti la degustazione dei loro prodotti conferma questo.

Lasciata l’azienda Frassinelli ci rechiamo in un'altra zona e per la precisione a Pramaggiore. In questa terra bagnata dal Livenza facciamo conoscenza con l’azienda Agricola Ai Galli presente a #Fellvenice con il Signor Alberto Piccolo che si occupa della gestione commerciale.

Nata nel 1974 si trova in una terra di confine tra le provincie di Venezia e Pordenone ed infatti le radici dei propri vigneti affondano in entrambe le zone. Si tratta di terreni argillosi di medio impasto molto fertili tipici delle zone fluviali dove per fortuna non c’è bisogno di un grande apporto idrico anche in quest’ultima annata a causa di un periodo molto lungo di siccità son dovuti intervenire con interventi idrici mirati.

Quest’azienda ha diversificato abbastanza la propria produzione per un totale di 600.000 bottiglie l’anno, ma per stessa ammissione del nostro intervistato il vero fiore all’occhiello è rappresentato dallo Chardonnay “Selezione” che sta ottenendo vari riconoscimenti grazie all’equilibrio tra struttura e profumi che trasmette alle persone.

 

Fermentato in barriques di rovere francese all’olfatto si presenta agrumato e minerale al punto giusto e con un corpo che fa sentire i tannini in maniera significante.

Si tratta di una linea particolare perché le uve sono raccolte prettamente a mano ed è stata volutamente abbassata la resa per ettaro al fine di creare proprio quest’effetto sia al palato sia all’olfatto. Sicuramente non è un vino per chi cerca semplicità e velocità di consumo ma che si può abbinare anche a carni bianche lavorate.

 

 

 

“Quello che noi cerchiamo di trasmettere ai clienti soprattutto nei bianchi” mi spiega il Signor Alberto “Non è solo il concetto d’eleganza o di finezza ma anche il fatto che una terra come il veneto orientale possa confrontarsi con zone molto più conosciute e rinomate nella coltivazione di questi vitigni senza sfigurare. Infatti, in più di una degustazione alla cieca gli stessi giudici sono stati piacevolmente sorpresi dal fatto di aver degustato il nostro Chardonnay o il Pinot grigio”

Personalmente sul piatto metto anche il loro Lison metodo classico che mi ha colpito per il suo accento amarognolo e la sua sapidità presente.

Bene cari amici, direi che il primo reportage dopo le vacanze estive non è stato poi cosi disastroso come pensavo ma ovviamente devo ritornare a fare pratica. Son sicuro che alla prossima manifestazione si farà di meglio.

Alla prossima dal vostro Gulliver.